Immagini del Mondo Fluttuante - Milano 22.09.16 - 29.01.17

Immagini del Mondo Fluttuante - Milano 22.09.16 - 29.01.17

“Pensieri fluttuanti”

​Particolarmente interessanti le Trentasei vedute del monte Fuji, tutte presenti, in mostra che ritraggono il monte da diverse prospettive, in differenti periodi dell’anno e accompagnate spesso dalla presenza di persone impegnate in svariate attività quotidiane. Sovente Hokusai mette in primo piano diversi tipi di lavori svolti da contadini, operai o muratori e il monte Fuji è sempre sullo sfondo.

​​Questa incisione può essere associata ad un momento di “crisi” della vita di un individuo. Uno tsunami emotivo travolge le parti del Sé che, come barche, navigano la vita quotidiana; imponenti onde che si abbattono sugli aspetti del Sé convolti nel lavoro o negli affetti importanti. Una momento di grande difficoltà nella sfera relazionale o lavorativa può generare emozioni travolgenti, violente: disperazione, senso di abbandono, ira e altro ancora. La perdita della propria attività professionale, di una persona cara o in generale un trauma, posso generare onde emotive che travolgono intere aree del proprio mondo interno lasciando la persona alle prese con lo sgomento del cambiamento. Importante a questo punto la presenza del monte Fuji, considerato sacro in Giappone. Bowlby ha definito come – base sicura – “la base da cui un bambino parte per esplorare il mondo e a cui può far ritorno in ogni momento di difficoltà o in cui ne sente il bisogno”. Gli studi successivi hanno descritto la sensazione di sicurezza fornita dalla figura di attaccamento o caregiver. Insomma la presenza di figure affettive nell’infanzia capaci di creare un clima emotivo e affettivo vivace, ma al tempo stesso sereno, generano nel bambino e nel futuro adulto un senso di sicurezza che lo accompagna anche nei momenti difficili o drammatici della vita. Il monte Fuji sullo sfondo sembra una presenza indifferente a tutto quello che sta succedendo, ma è il punto fermo, è la base sicura.

Hokusai - Giornata limpida con il vento del sud sul monte Fuji

In questo caso è un paesaggio estivo. Il monte non esattamente al centro apre la scena che diventa potenzialmente più dinamica. Il cielo pieno di nuvolette si anima. La scelta dei colori complementari, varie tonalità di arancione abbinate a diverse sfumature di celeste e blu, che si esaltano a vicenda, danno luce all’immagine. Si percepisce l’armonia, la pacatezza, ma contemporaneamente il movimento e la vitalità.

Alla base di questi tre grandi pittori giapponesi c’è il concetto di Ukiyo-e, termine di origine buddista, che alla lettera significa “immagini del mondo fluttuante”. Fonte d’ispirazione sono i paesaggi, i fenomeni atmosferici, le scene della vita quotidiana, racconti tratti dalla letteratura, i soggetti femminili, ma anche fiori, insetti e animali. Nella pittura di Hokusai le immagini del mondo fluttuante diventano espressione di gioia e piacere.

Il mondo fluttuante è il divenire delle cose, della natura, delle persone e dei rapporti tra le persone, ovvero il divenire del tutto. Un’idea globale. Ukyo-e rappresenta quindi il fluire del mondo in divenire che è l’essenza stessa della vita che scorre. Per questi pittori identificarsi nel divenire che fluisce è bello e armonico. Accanto alle immagini del mondo fluente in divenire occorre aggiungere altri due concetti complementari

Il primo ha la sua origine nella religione antica giapponese, precedente il buddismo: lo shintoismo, tuttora presente. Nel pensiero shintoista in ogni cosa – dalla roccia al filo d’erba – c’è lo spirito divino. Quindi nelle opere di questi artisti giapponesi la spiritualità non è in contrasto con il piacere di vivere, di fare parte del mondo. La terza componente è la filosofia estetica giapponese, essa non riguarda solo l’arte, ma ogni cosa: la natura, le persone, ogni gesto, la globalità. Questo concetto dell’armonia del tutto espresso nel singolo gesto la possiamo cogliere nella cerimonia del tè, connessa alla filosofia estetica giapponese.

​Anche la moderna psicoanalisi occidentale valorizza l’importanza di riuscire a vivere pienamente il momento presente. “Il tempo presente ci sfugge costantemente, ma raggiunge il centro di noi stessi. È tutta la corrente della vita che passa attraverso la porta del momento presente per far vivere in essa il passato e tendere verso il futuro, e ognuno da significato all’altro.” (Danielle Quinodoz)

Hokusai – Cardellino e ciliegio piangente

Ritengo che la mostra possa essere visitata con quell’atteggiamento che Freud ha suggerito all’analista durante l’ascolto del paziente: l’Attenzione Fluttuante. “Egli (l’analista) non deve privilegiare a priori nessun elemento del discorso dell’analizzando, il che implica che egli deve lasciar funzionare il più liberamente possibile la propria attività inconscia e sospendere le motivazioni che dirigono abitualmente l’attenzione” (S.Freud). Propongo quindi al visitatore di avvicinarsi alle opere, che sono prevalentemente di piccole dimensioni (circa 30-40 cm) e invitano alla contemplazione, con un’attenzione fluttuante immergendosi nello scorrere delle immagini, lasciandosi andare a libere associazioni scaturite dal proprio mondo interno, semplicemente suggerite dalle opere in mostra.

Hokusai era molto interessato alla poesia e amava attribuire alle sue opere titoli con un poetico valore evocativo. In quasi tutti i suoi dipinti ci sono dei cartigli con scritture, in prevalenza brevi, si tratta di poesie sue o di altri poeti.

Ecco due esempi:

Hokusai – Ponte che attraversa la luna

È un ponte reale, ma ci porta nell’immaginario, una metafora, un’astrazione poetica…

Hokusai – Antica visione di un ponte di barche

In questa opera il divenire è dato dalle persone che stanno attraversando il ponte e dalla forma “curveggiante” del ponte stesso. Insieme al tempo del divenire c’è anche il tempo come contemplazione rappresentato dalla neve.

“Vieni andiamo

guardiamo la neve

fino a restarne sepolti”

(Matsuo Bashô – poeta giapponese)

Occorre sottolineare lo stretto rapporto del cartiglio con la poesia haiku, componimento giapponese solitamente composto da tre versi che hanno una scansione ritmica specifica (5-7-5 sillabe). Sinteticamente l’Haiku desidera essere la sintesi della complessità.

​Le sezioni della mostra sono cinque, e tutte offrono stimoli per attivare un pensiero “onirico” che sostiene lo trasformazioni delle emozioni e lo sviluppo della mente. Termino con un’immagine della sezione dedicata a Utamaro che narra la bellezza e la sensualità nella figura femminile.

Kitagawa Utamaro – Ritratto di beltà

Ringrazio Giuseppe Bernardoni, professore di storia dell’arte, per il suo prezioso contributo.

Per approfondimenti:

Bibliografia

Hokusai, Hiroshige, Utamaro

Skira editore (Catalogo Mostra)