Dicono di me - Miska Veronica Zanetti

DICONO DI ME

Ho accolto con curiosità l’invito a partecipare, insieme a mia figlia di 11 anni, al laboratorio di giochi di ruolo. Dopo un primo momento di difficoltà a calarmi nella “parte”, sono riuscito prima di tutto a divertirmi e ad appassionarmi al gioco e poi, cosa ancor più importante a portarmi a casa degli strumenti utili al rapporto con mia figlia. Questo grazie anche al momento di condivisione vissuto con gli altri genitori. Ascoltarla in modo ancora più approfondito, vivere insieme a lei i suoi pensieri e le sue emozioni riuscendo a stare sullo stesso piano, senza voler “avere ragione” a prescindere. Mi auguro in questo modo di mantenere con lei un rapporto aperto e di fiducia reciproca, comprendendo meglio anche le sue difficoltà: elementi ancor più essenziali nella fase di crescita pre-adolescenziale. Grazie di cuore a Miska, ai narratori e a tutti gli amici “giocatori”!

Vittorio Brebbia
METTIAMOCI IN GIOCO

Anche se non ho potuto partecipare all'ultimo incontro, sono stati incontri molto interessanti ed utili. Personalmente, ho seguito anche qualche consiglio che è emerso sia da Lei , che dalle esperienze e dal confronto con gli altri genitori. Quello che ho apprezzato maggiormente, è proprio stato il confronto con gli altri partecipanti.

Rita Grasselli
VERSO L'ADOLESCENZA

Il mio feed-back per la giornata del gioco di ruolo è sicuramente positivo!​Il gioco in sé mi è piaciuto molto, principalmente per le sue caratteristiche che lo contraddistinguono dai soliti, niente competizione, nessuno deve prevalere su altri, è il gruppo che insieme deve arrivare all’obiettivo oltre al fatto che l’uso totale e incondizionato della fantasia, (con i dadi che in questo caso svolgono il ruolo di “calmierare” eventuali tendenze a prevalere, ) non pone nessuno in difficoltà . Inoltre è stato possibile mettere su un unico piano 3 generazioni: 10-13 anni, 20-23 anni e 40-50 anni! Quest’ultima considerazione, è ciò che più mi ha entusiasmato sotto l’aspetto psicologico, il mix di età che si è potuto coniugare. Ciò che è stato invece interessante nell’incontro dedicato ai soli genitori, penso sia stato il fatto di rendersi coscienti che anche i bimbi e i ragazzi che magari a volte hanno particolari difficoltà (o anche adulti, perché no!) relazionali o di rapporti interpersonali, in questa occasione sono “venuti fuori”! Se ne deduce quindi che da parte nostra genitori, sarebbe opportuno ogni tanto togliersi i vestiti dell’autorità e scendere al loro piano (esattamente come successo nel gioco). Solo così, sarà possibile instaurare forse un rapporto di maggiore complicità e comprensione con i nostri figli. Grazie.

Giovanni Serafini
METTIAMOCI IN GIOCO

Gentilissima, posso dire solamente che è stato un incontro molto utile; l'esposizione del "meccanismo" biologico delle emozioni è stata chiara e funzionale alla comprensione di quanto queste rivestano un ruolo determinante nei processi di apprendimento. Personalmente ritengo che noi genitori, nel quotidiano, siamo chiamati a svolgere un compito impegnativo, che talvolta richiede - se non si possiedono già o non si sono acquisite determinate competenze - un sostegno non colpevolizzante da parte di professionisti. La mia esperienza relativa alla conferenza su "Emozioni e apprendimento" è, quindi, stata molto positiva, perché mi sembra di avere compreso più profondamente il "collegamento" tra emozioni e apprendimento, in un modo piacevolmente sereno, non giudicante, che non mi ha gettato in uno sconforto ansiogeno (come talvolta accade quando si percepisce che "si è sbagliato tutto" e che "non ce la si può fare"); anzi l'esposizione è stata talmente chiara e illuminante, che mi ha rassicurata, infondendomi anche tanta fiducia. Grazie di nuovo e complimenti per il suo lavoro. saluti cordiali.

Maria Grazia Dallari
EMOZIONI ED APPRENDIMENTO

Ho partecipato con molto piacere all’incontro che per me è stato un momento di importante riflessione in un periodo particolare della mia vita di mamma di 3 figli. Capire di poter entrare in sintonia con loro attraverso il gioco, anche solo per conoscere meglio il loro mondo, ha aperto un cassetto del mio essere genitore che spesso purtroppo ho trascurato. Questa iniziativa mi ha spronato a giocare di più con i miei bimbi, imparando ad ascoltarli - e ad ascoltarmi direi - nella spontaneità del giocare.

Stefania Seghetti
IL GIOCO CHE CURA

L'esperienza fatta ,e che continua nel gruppo , è sicuramente "emozionante;" ti svuota e ti riempie ogni volta e ogni volta trovi un pezzetto del puzzle che non è semmai quello vicino ma ne fa pur sempre parte . Ecco questa consapevolezza mi aiuta ad essere positivo e propositivo. Quando ciò avviene sono felice e mi apprezzo . Per quel che mi riguarda è tanto .

Andrea Ferrari
SPAZIO GENITORI

Partecipare al ciclo di incontri per genitori intitolato "Verso l'adolescenza " mi è stato molto d'aiuto per avere una maggiore consapevolezza di cosa potrebbe succedere in questo periodo molto delicato in cui sta entrando mia figlia e per provare ad attraversarlo al meglio insieme a lei. Gli incontri sono stati quattro ed in ognuno è stato trattato un aspetto diverso dell'adolescenza e pre-adolescenza. Grazie alle spiegazioni, agli esempi ed ai tanti spunti di riflessione forniti dalla Dott.sa Zanetti, sono riuscita a darmi delle spiegazioni su certi comportamenti di mia figlia e devo dire che in alcuni momenti le risposte della Dott.sa sono state a dir poco illuminanti! Nessuno nasce genitore ed io credo che avere la possibilità di poter usufruire dei consigli di una seria e preparta professionista e del confronto con altri genitori, che vivono la tua stessa situazione, sia davvero una preziosa opportunità. Questo percorso è stato per me breve ma intenso e mi ha lasciato davvero tanto.

Antonella Citriniti
SPAZIO GENITORI

Spazio genitori e' una stanza non abitata, dalla forma irregolare; è un po' fresca, all'arrivo, sicché qualcuno indugia, talvolta, a togliere il cappotto. La occupiamo, seduti in cerchio, una volta al mese , da dodici anni a questa parte: a conti fatti, mio figlio di 13 anni e mezzo ha 1 anno e mezzo più me. L'attività che svolgiamo in questo spazio si è progressivamente trasformata nel corso degli anni ed i primi incontri in stile frontale, che vedevano la dottoressa Zanetti impegnata ad insegnarci un alfabeto a noi perlopiù sconosciuto, hanno via via lasciato il posto ad una modalità più circolare di raccontarci le nostre storie, consapevoli che , qualunque deriva esse possano prendere , la dottoressa , come una bussola o stella polare, ci riporta sulla rotta, tornando instancabilmente ad indicarci il 'NORD'. Come faccia lei a tenere il punto, nonostante si imbarchi senza riserve nelle storie che di volta in volta portiamo, credo resti ancora per noi tutti un mistero. Come sia possibile che si ritorni sempre lì, nonostante si sia partiti da luoghi così lontani tra loro..me lo chiedo ogni volta. In fondo penso sia proprio questo il bello dello Spazio genitori : il piacere del ritorno a casa, una casa abitata da tutti noi, dopo un lungo viaggio.

Alessandra Rinaldi
SPAZIO GENITORI

Mi è capitato che a volte qualcuno mi abbia chiesto a cosa mi serva il gruppo genitori. Non sono riuscita a spiegarlo meglio di così: Miska (la dott.ssa Zanetti) è, per me, come una lampadina. Mi aiuta a fare un po’ di luce dentro di me dove c’è molto buio. A poco a poco divento così più in grado di capire, mettere un po’ d’ordine nel groviglio e, qualche volta, a sciogliere anche qualche nodo. Quando parlo di capire non intendo capire con la testa, intellettualmente, ma capire ad un livello più profondo, con lo stomaco diciamo. Un livello di comprensione che è capace di generare movimento, cambiamento. La dottoressa non fa mai il lavoro al posto tuo, non può, nessuno può. Si limita a fare luce perché tu possa gradualmente inoltrarti nella tua intricata foresta dove non arriva la luce del sole. Non è un lavoro facile e veloce ma un processo lento e non sempre lineare. Ci sono faticosi avanzamenti, arresti, deviazioni, ripiegamenti anche, a volte. L’importante è che, anche se la strada non è sempre rettilinea, la direzione di fondo non venga smarrita. La luce serve anche a questo, come un faro.​Tutto ciò è molto diverso dai proclami, dalle ricette, dalle asserzioni sicure, valide per tutti e una volta per tutte, che vengono dalle lezioni cattedratiche, siano esse impartite da un palco o da una pagina. Credo di poterlo dire con cognizione di causa perché sono stata una vorace consumatrice di questo genere di prodotti finché ho capito che non mi portavano da nessuna parte. La comprensione intellettuale di una qualsivoglia teoria può forse sedare momentaneamente l’ansia ma non può, a mio parere, generare cambiamento. Il cambiamento, per dirlo in modo caro alla dottoressa, sta solo dentro un processo. E mi sento di aggiungere che un processo reale di cambiamento è per sua natura lento, richiede metabolizzazione. Per esemplificare, non sarebbe affatto la stessa cosa fare una full immersion di otto ore in una sola giornata al posto di incontrarsi un’ora alla settimana per due mesi.​​Mi sono dilungata troppo ma vorrei dire ancora un’ultima cosa. La dimensione del piccolo gruppo, rispetto a quella individuale col terapeuta, è forse più lunga ancora, ma permette di modulare il nostro livello di coinvolgimento e adattarlo a quanto siamo disposti a mettere in gioco nel momento preciso. Rispetto ad una classica terapia individuale questa formula è, a mio parere, più “leggera” e affrontabile da parte di tutti.

Susanna Maestri
SPAZIO GENITORI

Quando mi è stato chiesto di scrivere una recensione sull’iniziativa “Spazio Genitori”, che frequento ormai da svariati anni, non avevo idea di come impostarla. Poi davanti al foglio bianco di Word ho incominciato a pensare alla vita…… e da qui sono partito. Mi sono chiesto quale è la definizione di “Vita” ed andando sul dizionario ne ho trovate diverse. Quella che più si sposava con i miei pensieri è quella che riporto di seguito: “Spazio compreso tra la nascita e la morte; l'esistenza di un individuo, come svolgimento e come insieme di fatti e di esperienze che l'hanno caratterizzata”. Partendo da questo enunciato ho rafforzato la mia definizione, meno tecnica e più filosofica, ovvero: “La vita è il viaggio che intercorre tra la nascita e la morte; dove generalmente la singola persona non può governarne gli estremi ma deve provare a dominarne la maggior parte delle tappe intermedie”. All’interno di questo concetto mi viene spontaneo pensare che questo percorso è tracciato da scelte, da continui bivi che possono poi condizionare la strada successiva. La vita è fatta di impegni di obblighi di regole e di fatiche, ma anche di scoperte, gioco, divertimenti, soddisfazioni e gioia; fallimenti ma anche successi. In tutto questo le esperienze avute da neonati, bambini ed adolescenti lasciano un impronta importante nel nostro carattere e nel nostro modo di vedere i fatti, nonché del nostro modo di comunicare e di relazionarci con il prossimo. Come i nostri genitori con noi, adesso noi con i nostri figli rivestiamo un ruolo importante in questo processo di crescita. Nella maggior parte dei casi abbiamo subito o impartiamo giudizi che risultano ingombranti e condizionanti. Spazio Genitori oggi per me è il navigatore che mi aiuta a scegliere la strada migliore per percorrere le tappe del viaggio della vita. Lo strumento per imparare a sopportare le sconfitte a capirne il motivo. Mi consente di provare ad interpretare le dinamiche di relazione con i figli, a capirne le debolezze ed i punti di forza. Mi insegna a vedere i figli come persone autonome con proprie emozioni e difficoltà; con proprie ambizioni e caratteristiche. Mi mette davanti ai miei preconcetti consentendomi di riflettere sull’utilità vera delle mie convinzioni. Mi aiuta a cercare di correggere la direzione intrapresa per raggiungere la meta della felicità con il massimo rendimento possibile. Nel ultimo incontro un compagno di avventura mi ha riportato alla mente che le ricette pronte non funzionano. Non c’è un comportamento che va bene in qualsiasi situazione o con qualsiasi persona. Che la capacità e conoscenza del mediatore (psicoterapeuta) è importante tanto quanto la nostra capacità e voglia di mettersi in gioco completamente uscendo dal concetto di “GIUSTO e SBAGLIATO”. Spesso pensiamo che le parole siano importanti nella comunicazione, ma ci dimentichiamo che la comunicazione più profonda avviene attraverso l’empatia delle emozioni, le espressioni, gli atteggiamenti ed i comportamenti. Quindi, di conseguenza, se con le parole facciamo un affermazione contraria a quello che proviamo generiamo solo confusione. In affiancamento a questa iniziativa ho partecipato ad un percorso di terapia individuale. Queste esperienze insieme mi stanno aiutando ad essere la stessa persona che affronta la quotidianità in modo diverso e più consapevole. Oggi riesco a vedere con più tolleranza quanto mi accade intorno e spero di riuscire ad avere un rapporto più vero con i mei cari. Sicuramente oggi riesco a godere maggiormente di tutte le emozioni piacevoli che fanno parte delle vita di ognuno di noi, Spesso queste ultime prima rimanevano oscurate dalla fatica e dall’ansia generata dalla percezione che tutto fosse irrecuperabile. L’ansia appunto ….. è un escursione ancora in atto. Oggi penso che il nostro cervello è plastico e il nostro modo di pensare ed agire è modificabile costantemente dall’inizio alla fine del viaggio SPAZIO GENITORI mi aiuta anche in questo. Buon Viaggio

Ivan Fini
SPAZIO GENITORI

Attraverso gli incontri del gruppo di genitori ho potuto godere di un progressivo senso di sollievo alle mie numerose angosce dovute al mio ruolo di genitore. Grazie al potere della condivisione, ho potuto scoprire nuovi punti di vista e man mano che i momenti di incontro trascorrono, sento maturare dentro di me una maggiore consapevolezza e guadagno in serenità. Posso tranquillamente affermare che ritengo il gruppo di “Spazio Genitori” un potente strumento di orientamento semplice da usare e poco oneroso, un "must have" nel bagaglio culturale di un genitore moderno che vuole costruire un posto più sano in cui far crescere il proprio figlio.

Rossella Petrosillo
SPAZIO GENITORI