Psicoterapia dell’Adolescente

La Psicoterapia nell’adolescenza

L’adolescenza è una fase della vita contraddistinta da importanti cambiamenti fisici, psichici, emotivi e sociali. E’ un passaggio delicato spesso attraversato da momenti o periodi di crisi caratterizzati da ansie e conflitti.

L’adolescente avverte in pieno la tensione trasformativa in atto nella sua personalità, e di conseguenza percepisce e soffre dentro di sé la presenza conflittuale di due componenti contrapposte: tante nuove scoperte ed esigenze adulte, confusamente presenti insieme a bisogni infantili.

Con l’adolescenza avviene in modo spontaneo la messa in crisi delle certezze dell’infanzia, la realtà esterna è vissuta come deludente, quella interna come angosciante.

“L’adolescenza rappresenta a tutti gli effetti un processo rivoluzionario fisiologico, anzi, si potrebbe dire, è il prototipo naturale di ogni processo rivoluzionario se per tale si intende la conquista violenta di un’indipendenza che modifica radicalmente la percezione della realtà.” (Giuseppe Pellizzari in Essere adolescenti oggi.)

I primi timori e angosce sono legate allo sviluppo fisico che porta a cambiamenti direttamente visibili (altezza, peso, variazione delle proporzioni delle parti del corpo e del viso, comparsa dei caratteri sessuali secondari e altro ancora).

Il rapporto e il confronto con i coetanei sostiene la necessità di cercare sé stessi al di fuori delle figure familiari di riferimento.

L’autorità genitoriale viene messa in discussione nel tentativo di distaccarsi dalle figure di riferimento dell’infanzia per trovare una dimensione personale e individuale. Quando il processo della separazione avviene tramite una forte contestazione è doloroso per i genitori e comunque molto difficile anche per l’adolescente. Il ragazzo/a si sente attraversato da spinte interne contrapposte: il desiderio di autonomia e indipendenza convive con il bisogno di protezione e di guida da parte dei genitori.

È importante che i genitori accettino questo conflitto e rimangano un punto di riferimento per l’adolescente, siano presenti, attenti e disponibili, senza invadere gli spazi “privati” del figlio adolescente, lasciandogli la possibilità di sperimentare altri aspetti della propria personalità al di fuori del contesto familiare. Il gruppo dei coetanei può diventare un punto di riferimento fuori dalla famiglia.

Accettare un sostegno psicologico o una psicoterapia in adolescenza è particolarmente costoso a livello emotivo. È difficile coniugare l’esigenza di affermare la propria autonomia e indipendenza con l’affidarsi ad uno psicoterapeuta che appartiene proprio a quel mondo degli adulti da cui l’adolescente vuole affrancarsi.

Tuttavia accade anche che situazioni contingenti o la natura dei legami familiari impediscano lo sviluppo del normale processo adolescenziale.

Lo psicoterapeuta può aiutare l’adolescente a comprendere e rimuovere eventuali blocchi emotivi o relazionali che limitano la sua vita emotiva, relazionale e sociale.

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