Psicoterapia del Bambino

Psicoterapia del bambino e dell’età evolutiva

La psicologia dell’età evolutiva studia il processo di sviluppo psico-fisico che si lega alla crescita nel periodo che va dalla nascita fino all’adolescenza. Questo arco di tempo viene convenzionalmente suddiviso in cinque fasi:

  • prima infanzia (da zero a due anni)

  • seconda infanzia (da due a sei anni)

  • fanciullezza (da sei a dieci anni)

  • preadolescenza (da dieci a tredici anni)

  • adolescenza (dai tredici anni in poi)

Ogni fase o il passaggio da una fase all’altra comporta la necessità di affrontare diversi compiti evolutivi che possono trasformarsi in periodi di crisi: lo svezzamento, l’acquisizione del controllo sfinterico, la capacità di dormire da soli, lo sviluppo del linguaggio, l’inserimento in contesti sociali pre-scolastici e scolastici, il rapporto con i coetanei. Queste sono solo alcune delle sfide evolutive che ogni bambino è tenuto ad affrontare per aprirsi alla complessità del mondo e della propria vita interiore. Ovviamente nel processo di crescita anche i genitori sono chiamati ad attivare le proprie risorse per facilitare l’acquisizione di nuove competenze al proprio bambino. Solitamente le difficoltà psicologiche e relazionali in età evolutiva sono risolvibili in breve tempo, soprattutto se i genitori cercano di comprenderle e affrontarle anziché procrastinare la presa in carico del problema.

La psicoterapia quando è rivolta ai bambini utilizza gli strumenti comunicativi caratteristici della fase evolutiva: il disegno, l’uso di materiali che possono essere plasmati, il gioco ed altro ancora. Attraverso questi canali comunicativi il bambino “dà forma” al proprio disagio o a blocchi evolutivi. Lo psicoterapeuta sintonizzandosi con lo stato emotivo del piccolo paziente può aiutarlo a metabolizzare e trasformare l’arresto emotivo che impedisce la scoperta di risposte nuove e creative.

Il bambino non è un’entità indipendente, ma è legato alle figure di riferimento più importanti, solitamente i genitori, che lo accompagnano e lo sostengono nel percorso di crescita, talvolta faticoso.

Nella psicoterapia del bambino, quindi i genitori devono partecipare al processo di cura e diventar co-terapeuti; il loro coinvolgimento è fondamentale perché i cambiamenti nell’assetto relazionale famigliare rinforzano i progressi ottenuti con la psicoterapia del bambino.

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