Abbandono

Abbandono

Klimt – Le tre età della donna (particolare)
“Uno dei punti psichici più doloranti è quello relativo all’abbandono. Da esso ci difendiamo come membri di una specie particolarmente fragile (basti pensare alla lunghezza dell’accudimento fisico, emotivo, mentale di cui abbiamo per anni bisogno per la pura sopravvivenza) …”

(Antonino Ferro)

Le difese psicologiche per far fronte alle angosce abbandoniche sono numerose. Un esempio sono le relazioni multiple o rapporti mai completamente vissuti o conclusi, più relazioni rimangono addormentate, pronte ad essere disponibili e a risvegliarsi con il bacio del principe azzurro. Relazioni che permettono di sentirsi al sicuro come un naufrago che può contare sulla disponibilità di più salvagenti.

​Oppure le angosce generate dalla perdita e dalla separazione vengono addormentate, congelate grazie alla rassicurazione che genera un nuovo legame. Questo processo è possibile vederlo ben descritto nel film 45 anni.

Klimt – il bacio (particolare)

Questi particolari di due opere di Klimt ci mostrano la natura dell’abbandono nell’infanzia e nell’età adulta. Ora mi riferisco alla capacità di abbandonarsi alle proprie emozioni e di abbandonarsi alla relazione con un’altra persona. Una esperienza positiva nelle prime relazioni permette all’individuo di ripetere l’esperienza piacevole e di lasciarsi andare in un rapporto affettivo.

Molte persone rivivono nelle relazioni adulte il timore o l’angoscia di essere abbandonati. Le angosce abbandoniche possono semplicemente segnare un movimento nella relazione oppure essere degli tsunami emotivi che travolgono l’individuo e la relazione affettiva.

​Giovanna mi racconta un sogno della notte precedente. “Telefono alla mia amica architetto, ma lei non risponde e non mi richiama nemmeno. Accendo la televisione e vedo proprio la mia amica intenta a parlare davanti alla telecamera. A questo punto immagino che non mi abbia risposto perché era impegnata a prepararsi per la trasmissione televisiva.”

​La settimana precedente, dovendo partecipare ad un convegno, avevo comunicato a Giovanna che non ci sarei stata al nostro consueto appuntamento. Giovanna commenta il sogno dicendomi: “La mia amica architetto mi ha aiutato molto a ristrutturare la casa, abbiamo una buona intesa.” Per la paziente la terapia è stata importante per “ristrutturare” la sua vita e l’assenza dell’amica come quella della terapeuta le hanno suscitato angosce d’abbandono. Giovanna coglie il valore trasformativo del sogno e commenta: “la mia parte inconscia ha segnalato la sua mancanza, ma io non ho sofferto troppo perché il mio sogno mi ha riportata alla vera natura del nostro rapporto e di quello con la mia amica”.

Bibliografia​

  • A. Ferro – Abbandono in La Clinica Psicoanalitica Oggi 2016
  • T. H. Ogden – L’arte della psicoanalisi. Sognare sogni non sognati 2003
  • J. Bowlby – Una base sicura. Applicazioni cliniche della teoria dell’attaccamento 1989

Opere​

  • Klimt – Le tre età della donna (particolare)
  • Klimt – il bacio (particolare)
One Comment
  1. […] non sono mai riusciti a dar voce al dolore dei loro lutti; hanno scelto, come due naufraghi (link abbandono), di aggrapparsi l’uno all’altro per continuare a vivere. Il regista racconta questo legame con […]

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