Abbandono

Abbandono

Le difese psicologiche per far fronte alle angosce abbandoniche sono numerose. Un esempio sono le relazioni multiple o rapporti mai completamente vissuti o conclusi, più relazioni rimangono addormentate, pronte ad essere disponibili e a risvegliarsi con il bacio del principe azzurro. Relazioni che permettono di sentirsi al sicuro come un naufrago che può contare sulla disponibilità di più salvagenti.

​Oppure le angosce generate dalla perdita e dalla separazione vengono addormentate, congelate grazie alla rassicurazione che genera un nuovo legame. Questo processo è possibile vederlo ben descritto nel film 45 anni.

Questi particolari di due opere di Klimt ci mostrano la natura dell’abbandono nell’infanzia e nell’età adulta. Ora mi riferisco alla capacità di abbandonarsi alle proprie emozioni e di abbandonarsi alla relazione con un’altra persona. Una esperienza positiva nelle prime relazioni permette all’individuo di ripetere l’esperienza piacevole e di lasciarsi andare in un rapporto affettivo.

Molte persone rivivono nelle relazioni adulte il timore o l’angoscia di essere abbandonati. Le angosce abbandoniche possono semplicemente segnare un movimento nella relazione oppure essere degli tsunami emotivi che travolgono l’individuo e la relazione affettiva.

​Giovanna mi racconta un sogno della notte precedente. “Telefono alla mia amica architetto, ma lei non risponde e non mi richiama nemmeno. Accendo la televisione e vedo proprio la mia amica intenta a parlare davanti alla telecamera. A questo punto immagino che non mi abbia risposto perché era impegnata a prepararsi per la trasmissione televisiva.”

​La settimana precedente, dovendo partecipare ad un convegno, avevo comunicato a Giovanna che non ci sarei stata al nostro consueto appuntamento. Giovanna commenta il sogno dicendomi: “La mia amica architetto mi ha aiutato molto a ristrutturare la casa, abbiamo una buona intesa.” Per la paziente la terapia è stata importante per “ristrutturare” la sua vita e l’assenza dell’amica come quella della terapeuta le hanno suscitato angosce d’abbandono. Giovanna coglie il valore trasformativo del sogno e commenta: “la mia parte inconscia ha segnalato la sua mancanza, ma io non ho sofferto troppo perché il mio sogno mi ha riportata alla vera natura del nostro rapporto e di quello con la mia amica”.

Bibliografia​

  • A. Ferro – Abbandono in La Clinica Psicoanalitica Oggi 2016
  • T. H. Ogden – L’arte della psicoanalisi. Sognare sogni non sognati 2003
  • J. Bowlby – Una base sicura. Applicazioni cliniche della teoria dell’attaccamento 1989

Opere​

  • Klimt – Le tre età della donna (particolare)
  • Klimt – il bacio (particolare)
One Comment
  1. […] non sono mai riusciti a dar voce al dolore dei loro lutti; hanno scelto, come due naufraghi (link abbandono), di aggrapparsi l’uno all’altro per continuare a vivere. Il regista racconta questo legame con […]

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